13.2.09

Manifiesto por la Solidaridad II


Gracias a Fabiana supe que el Manifiesto por la Solidaridad se originó en Diario de Cornelivs, así que creo justo su reconocimiento.


Aunque sé que ya muchos se han sumado a esta iniciativa, no está de más que cada tanto volvamos a publicarlo, porque siempre hay gente nueva, o el que no lo hizo antes, decida sumarse.

Va su versión en italiano:


MANIFESTO DI SOLIDARIETA


CHI SIAMO


Gli aderenti a questo manifesto siamo cittadini nel pieno uso dei nostri diritti civili, e titolari della sovranitá popolare, dalla cuale emana il potere dello Stato.I sottoscritti ci rivolgiamo ai cittadini del mondo, consapevoli dello stato di povertá, fame e malattia in cui si trova una gran parte della popolazione umana in un momento storico come l’attuale, cuando si hanno a disposizione tanti strumenti politici, economici e scientifici che potrebbero risolvere questi problemi.Questo manifesto é un appello universale rivolto a tutta l’umanitá, a ogni essere umano che abita nel mondo, affinche diventi cosciente della terribile situazione che affrontano milioni di persone e in qualche modo agisca per fare fine a questa situazione insostenibile. Ed é per questo che la versione orignale é in spagnolo; il nostro proposito é quello di far sentire la voce dell’oppinione pubblica nei luoghi dove si decidono i destini politici ed economici del mondo.


A CHI CI RIVOLGIAMO

Ci rivolgiamo alla classe politica che governa i nostri paesi; anche ai mandatari delle Organizzazioni Internazionali, tale come l’ONU, e ai Presidenti e Governi dei paesi piú ricchi del mondo.


MANIFESTIAMO


1.- Che questo testo nasce dalla constatazione dell’ estrema condizione di necessitá e di fame che soffre una gran parte della popolazione mondiale e nella disuguale e ingiusta distribuzione dei beni che esistono attualmente nel mondo. Intendiamo che l’equanimitá e l’armonia nel mondo si basano nel riconoscimento della dignitá e dei diritti inalienabili dei membri della famiglia umana, quindi é inammissibile che una gran parte della popolazione mondiale debba far fronte a una realtá tanto precaria, a un tale grado d ingiustizia e disuguaglianza, a tanta fame, povertá e denutrizione.

2.- Che consideriamo che questa situazione é sostanzialmente perversa e non puó essere ammessa né moralmente né eticamente, dal momento che tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali. Abbiamo anche presente che tutti i cittadini del mondo hanno questi diritti fin dal momento della nascita e non come una promessa futura che dipenderá dalla realtá politica, sociale o economica dei loro paesi.

3.- Che difendiamo che é totalmente ingiusto, immorale ed é un crimine umanitario punibile dai tribunali internazionali e la Storia, il fatto che in pieno Secolo XXI, esistano esseri umani che muoiono di fame nel mondo, con l’ aggravante che esistendo leggi internazionali e mezzi tecnici, economici e scientifici per correggere ció che accade, coloro che esercitano il potere nel mondo non prendano le azioni necessarie per risolvere quello che le future generazioni giudicheranno come un vero genocidio, dove i colpevoli saranno tutti quelli che, avendo i mezzi per risolvere, non li abbiano usato.

4.- Che consideriamo che questa situazione é contraria al Diritto Naturale, ai Diritti Umani e alle elementali regole di etica, e intendiamo che é arrivato il momento in cui la voce dell’oppinione pubblica esiga dai propri governanti la fine di questa situazione.
5.- Che questo manifesto non é né utopistico né politico; non é a discapito delle aziende, sanitarie e sociali del mondo svilluppato, e non pretende neanche l’instaurazione di un nuovo ordine politico o socio-economico mondiale, ma la piú elementale giustizia con i meno privilegiati.DI


CONSEGUENZA, ESIGIAMO DAI NOSTRI GOVERNANTI:


1.- L’adozione di azioni immediate e urgenti per affrontare il problema della fame, delle malattie e della denutrizione nel terzo mondo. Consideriamo che queste azioni non sono un’utopia, anzi, sono perfettamente realizzabili.

2.- Mantenere l’impegno di compiere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, che stabiliti dalle Nazioni Unite nel 2000, definiscono i principi che impegnano i paesi a fare ció che é necessario per superare, entro il 2015, le ingiustizie che soffre l’umanitá.

3.- La realizzazione di azioni solidarie sistematiche con i paesi in svantaggio e che si stabilisca un’ordine logico e umano di prioritá nella politica economica, con proggetti intelligenti capaci di creare ricchezza e posti di lavoro, nei paesi poveri, facilitando uno sviluppo sostenibile e un progresso che possa aiutarli, alla stabilizzazione di una rete sanitaria, economica e sociale che sia capace di permettere il ritorno a un punto di partenza ugualitaria.

4.- Prendere i provvedimenti necessari affinché i paesi piú ricchi destinino una quota del loro bilancio per creare ricchezza e lavoro nei paesi piu svantaggiati; l’adozione di un accordo internazionale, che dovrebbe sottoscriversi all’Onu, di obbligato adempimento per i paesi piu sviluppati.

5.- L’adozione di un codice etico che regoli le strategie delle multinazionali, l’eliminazione dei paradisi fiscali e l’applicazione della tassa Tobin, o similare, al commercio internazionale per creare un fondo di solidarietá gestito dalle Nazioni Unite.

6.- Non accetteremo semplici dichiarazioni di principi che non possano tradursi in politiche concrete. In definitiva, facciamo APPELLO al senso di umanitá e di generositá di tutti, specialmente della classe politica internazionale economicamente potente.Dalla terra che spera e crede ferventemente nella Solidarietá che costruisce un mondo migliore e piu giusto, 30 gennaio 2009.